Come presentare domanda per la rimozione dell’autoesclusione dal gioco d’azzardo in Italia

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Come presentare domanda per la rimozione dell’autoesclusione dal gioco d’azzardo in Italia

19

Jan

Come presentare domanda per la rimozione dell’autoesclusione dal gioco d’azzardo in Italia

By wpadminerlzp / gioco

L’autoesclusione dal gioco d’azzardo rappresenta uno strumento cruciale di protezione per chi riconosce di avere difficoltà con il gioco. Tuttavia, si presentano situazioni in cui un giocatore, dopo un periodo di riflessione e recupero, desidera richiedere la revoca autoesclusione per ritornare a giocare in modo consapevole. In Italia, la procedura di richiesta è disciplinata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e richiede requisiti precisi, tempistiche precise e documentazione necessaria. Capire il processo di revoca autoesclusione è essenziale per chi desidera presentare domanda, considerando che non si tratta di una procedura automatica ma di un iter di valutazione che necessita attenzione ai dettagli e osservanza delle normative in vigore.

Cos’è l’autoesclusione dal gioco d’azzardo e quando può essere rimossa

L’autoesclusione è una misura volontaria attraverso la quale un soggetto decide di impedirsi l’accesso alle piattaforme di gioco d’azzardo, sia online che fisiche. Questo strumento è stato introdotto per proteggere i giocatori problematici e evitare comportamenti patologici che possono portare a conseguenze finanziarie, sociali e psicologiche serie. In Italia, l’autoesclusione può essere presentata attraverso il registro online dell’ADM oppure presso i punti vendita terrestri, e implica l’impossibilità di accedere a qualsiasi forma di gioco autorizzato sul territorio nazionale.

La possibilità di richiedere la revoca autoesclusione non è immediata e varia da condizioni precise fissate dalla normativa italiana. Il legislatore ha previsto un periodo minimo vincolante durante il quale l’autoesclusione non può essere rimossa, proprio per garantire che il giocatore abbia tempo adeguato per riflettere sulla propria condizione. Questo periodo cambia a seconda della durata dell’autoesclusione selezionata inizialmente, e rappresenta una protezione contro decisioni impulsive che potrebbero danneggiare il percorso di recupero intrapreso.

È importante evidenziare che la procedura di revoca autoesclusione richiede una valutazione attenta da parte delle autorità competenti. Non tutti coloro che inoltrano domanda ottengono automaticamente l’autorizzazione a rientrare nel circuito del gioco. L’ADM valuta ogni richiesta individualmente, verificando che siano stati soddisfatti i requisiti necessari e valutando la congruità della domanda. Questa attenzione è fondamentale per bilanciare il diritto individuale alla libera scelta con la necessità di proteggere i soggetti vulnerabili da ricadute nel gioco problematico.

Requisiti e tempistiche per richiedere la rimozione autoesclusione

Per poter inoltrare una richiesta di revoca autoesclusione è necessario innanzitutto aver completato il periodo minimo vincolante di esclusione. Questo periodo varia in base alla durata inizialmente selezionata dal giocatore al momento dell’iscrizione al registro: per autoesclusioni a breve termine il periodo minimo può essere di sei mesi, mentre per quelle più estese possono essere necessari anche tre o cinque anni. Durante questo tempo, il giocatore non può accedere a nessuna piattaforma di gioco autorizzato in Italia, né online né presso sale terrestri o punti vendita autorizzati.

Oltre al requisito temporale, esistono condizioni concrete che devono essere soddisfatte. Il richiedente deve provare di aver risolto le difficoltà che lo avevano portato all’autoesclusione spontanea, presentando eventualmente documentazione che attesti un percorso terapeutico o di supporto psicologico. L’ADM valuta anche l’assenza di nuove segnalazioni o tentativi di accesso non autorizzato ai servizi di gioco durante il periodo di esclusione, considerando questi elementi come segnali della serietà della richiesta e della reale capacità del soggetto di controllare responsabilmente il gioco.

Periodo minimo di autoesclusione obbligatorio

La normativa italiana prevede periodi minimi obbligatori diversi a seconda della tipologia di autoesclusione scelta inizialmente. Per le autoesclusioni a breve termine, il periodo minimo prima di poter richiedere la revoca autoesclusione è generalmente di sei mesi, mentre per quelle a medio termine si estende a uno o due anni. Le autoesclusioni a lungo termine, invece, necessitano un periodo di almeno tre anni prima che possa essere valutata qualsiasi domanda di reinserimento nel sistema di gioco.

Questi periodi non sono casuali ma rispondono a criteri scientifici legati al recupero da comportamenti patologici. Gli studi sul gioco d’azzardo patologico dimostrano che un periodo significativo di astinenza è necessario per permettere al giocatore di ristabilire un rapporto sano con il denaro e con le attività di gioco. Durante questo tempo obbligatorio, molti giocatori intraprendono percorsi terapeutici o partecipano a gruppi di supporto, elementi che possono rafforzare positivamente la loro eventuale richiesta futura di reinserimento controllato.

Documenti richiesti per la richiesta

La domanda di revoca autoesclusione deve essere accompagnata da una documentazione esaustiva e precisa. I documenti indispensabili includono un documento d’identità valido, il codice fiscale, e una dichiarazione motivata che illustri le ragioni della richiesta. Quest’ultima deve essere dettagliata e persuasiva, descrivendo il percorso personale compiuto durante il periodo di autoesclusione e le ragioni per cui il richiedente ritiene di poter tornare a giocare in modo responsabile.

In molti casi, viene richiesto anche un certificato medico o una relazione di uno psicologo o psichiatra che attesti il superamento delle problematiche collegate al gioco. Questo documento deve essere redatto da professionisti iscritti agli ordini professionali e deve contenere informazioni dettagliate sul percorso terapeutico eventualmente seguito. Alcuni richiedenti allegano anche attestati di partecipazione a programmi di sostegno come i Giocatori Anonimi, che provano un impegno concreto verso il recupero e la gestione responsabile del proprio rapporto con il gioco.

Condizioni per l’accettazione della revoca

L’accettazione della richiesta di revoca autoesclusione non è scontata e dipende da una valutazione complessiva della situazione del richiedente. L’ADM verifica innanzitutto che siano trascorsi i periodi minimi obbligatori e che tutta la documentazione sia esaustiva e in regola. Successivamente, viene svolta un’analisi più approfondita che considera la motivazione della domanda, l’eventuale percorso di cura seguito, e l’assenza di comportamenti problematici durante il periodo di esclusione.

Un criterio essenziale è la dimostrazione di un cambiamento reale nelle condizioni che avevano portato all’autoesclusione iniziale. Le autorità esaminano con particolare attenzione se il richiedente ha sviluppato strumenti appropriati per gestire il gioco in modo consapevole, se ha risolto eventuali problemi finanziari pregressi, e se ha di una rete di supporto sociale e famigliare. In caso di dubbi sulla reale capacità del soggetto di controllare il proprio comportamento di gioco, la richiesta può essere rifiutata o rimandata a un momento successivo.

Come presentare la domanda di revoca dell’autoesclusione

La presentazione della domanda di revoca autoesclusione segue un iter procedurale preciso che deve essere rispettato scrupolosamente. Il primo passo consiste nell’accedere al portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli usando le credenziali SPID o CIE, gli stessi strumenti con cui eventualmente era stata realizzata l’iscrizione iniziale al registro degli autoesclusi. È essenziale compilare il modulo online dedicato inserendo tutti i dati richiesti in modo preciso e esaustivo, poiché errori o omissioni possono causare il rigetto automatico della pratica.

Dopo aver terminato la compilazione digitale, è necessario inserire sulla piattaforma tutti i documenti richiesti in formato digitale, assicurandosi che siano leggibili e conformi ai requisiti tecnici specificati. In alcuni casi, può essere necessario l’invio di documentazione cartacea tramite raccomandata A/R presso gli uffici territoriali dell’ADM preposti per residenza. È consigliabile conservare copia di tutta la corrispondenza e delle ricevute di invio, poiché potrebbero essere necessarie in caso di verifiche o chiarimenti successivi durante l’istruttoria della pratica.

  • Accesso al portale ADM con SPID o Carta d’Identità Elettronica
  • Compilazione del modulo online per la richiesta di reinserimento
  • Caricamento dei documenti d’identità in formato digitale valido
  • Inserimento della dichiarazione giustificativa con spiegazione del percorso personale
  • Inserimento di eventuali certificazioni mediche o psicologiche necessarie
  • Invio della domanda e ricezione del protocollo di conferma

Una volta terminato l’invio, il sistema genera un numero di protocollo che deve essere salvato per tracciare lo stato della pratica. È possibile controllare l’avanzamento della richiesta accedendo periodicamente alla propria area riservata sul portale ADM. Durante l’iter istruttorio, le autorità potrebbero chiedere integrazioni documentali o chiarimenti: in tal caso, il richiedente otterrà comunicazioni ufficiali tramite PEC o raccomandata, e dovrà fornire risposta tempestivamente per evitare l’archiviazione della domanda per mancata cooperazione.

Tempi di elaborazione e risposta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

I tempi di elaborazione per una richiesta di revoca autoesclusione cambiano considerevolmente a seconda della difficoltà del caso e del carico di lavoro degli uffici preposti. In linea generale, l’ADM richiede tra i 60 e i 90 giorni lavorativi per concludere l’istruttoria e dare una risposta definitiva. Questo periodo può allungarsi qualora siano richieste verifiche aggiuntive, richieste di integrazione di documenti, o consultazioni con altri enti coinvolti nella tutela dei giocatori a rischio.

Durante questo periodo, il richiedente resta iscritto al registro degli esclusi e non può accedere a nessuna forma di gioco d’azzardo legale. La risposta dell’ADM viene trasmessa formalmente attraverso canali ufficiali, solitamente tramite PEC all’indirizzo indicato nella domanda o mediante raccomandata A/R presso il domicilio indicato. In caso di esito positivo, la procedura di revoca autoesclusione diventa operativa dopo alcuni giorni dalla comunicazione ufficiale, tempo necessario per modificare tutti i database dei concessionari di gioco e rimuovere il nominativo del richiedente dalle liste di esclusione.

Differenze tra autoesclusione online e fisica

L’autoesclusione può interessare esclusivamente il gioco online, esclusivamente quello fisico presso punti vendita e sale da gioco, oppure entrambe le modalità contemporaneamente. Queste diverse tipologie comportano procedure moderatamente diverse anche per quanto concerne la richiesta di revoca autoesclusione successiva. L’autoesclusione online impedisce l’accesso a tutte le piattaforme di gioco digitale abilitate in Italia, mentre quella fisica riguarda casinò, sale bingo, agenzie di scommesse e punti vendita autorizzati per apparecchi da gioco.

Caratteristica Autoesclusione Online Autoesclusione Fisica
Ambito di applicazione Piattaforme digitali e siti di gioco abilitati ADM Sale gioco, casinò, agenzie scommesse, punti vendita
Modalità di richiesta iniziale Esclusivamente online tramite portale ADM con SPID Presso punti vendita o uffici ADM territoriali
Controllo dell’esclusione Automatico tramite verifica database centralizzato Controllo visivo del personale e verifica documenti
Procedura di rimozione Domanda online con documentazione digitale Domanda mista (online o fisica) secondo competenza territoriale
Tempi di attivazione rimozione Solitamente 3-5 giorni lavorativi dopo approvazione Fino a 15 giorni per aggiornamento liste cartacee

Le differenze procedurali si riflettono anche sui tempi tecnici di attivazione dopo l’approvazione della richiesta. Per il gioco online, una volta ottenuta l’autorizzazione alla revoca autoesclusione da parte dell’ADM, il sistema informatico centrale viene aggiornato rapidamente, permettendo al giocatore di accedere nuovamente alle piattaforme digitali nel giro di pochi giorni. L’aggiornamento dei database è automatizzato e coinvolge simultaneamente tutti i concessionari di gioco online operanti in Italia.

Nel caso dell’autoesclusione fisica, invece, i tempi possono essere più lunghi poiché l’aggiornamento deve coinvolgere materialmente tutti i punti vendita e le strutture di gioco sul territorio. Ogni esercizio deve aggiornare le proprie liste di controllo e istruire il personale affinché non impedisca più l’accesso al soggetto precedentemente autoescluso. Questa difficoltà logistica spiega perché la tempistica per il ripristino totale dell’accesso alle sale fisiche possa necessitare anche due settimane dall’autorizzazione ufficiale dell’ADM.

Cosa fare se la richiesta di rimozione viene respinta

Il rigetto di una domanda di revoca autoesclusione può accadere per diverse ragioni, tra cui la mancata compilazione di tutti i campi obbligatori, l’insufficienza della documentazione presentata, il mancato decorso del periodo minimo obbligatorio, o la valutazione negativa delle condizioni personali del richiedente. In caso di rifiuto, l’ADM trasmette formalmente le motivazioni precise che hanno portato alla decisione negativa, permettendo al richiedente di comprendere quali aspetti devono essere corretti o modificati.

A seguito di un diniego, il richiedente ha diverse opzioni. La prima consiste nell’attendere un periodo aggiuntivo e ripresentare la domanda dopo aver risolto le lacune evidenziate dall’ADM, completando la documentazione mancante o completando eventuali percorsi terapeutici necessari. In alternativa, è possibile presentare un ricorso amministrativo contro la decisione negativa, rispettando le procedure stabilite dalla normativa amministrativa italiana e osservando i termini tassativi fissati per legge. È consigliabile, in questi casi, farsi assistere da un professionista esperto in diritto amministrativo per aumentare le possibilità di successo del ricorso e assicurare il rispetto di tutti gli adempimenti formali previsti.

Alternative e supporto per il gioco responsabile

Prima di avanzare con una richiesta di revoca autoesclusione è fondamentale riflettere approfonditamente sulle motivazioni che portano a voler tornare a giocare. Esistono numerose alternative e strumenti di supporto che possono assistere chi ha vissuto problemi con il gioco a mantenere un rapporto sano e controllato con questa attività. I servizi territoriali per le dipendenze (SerD) offrono consulenze gratuite e percorsi terapeutici specifici per il gioco d’azzardo patologico, dando supporto psicologico professionale e strumenti concreti per la gestione delle situazioni a rischio.

Organizzazioni come Giocatori Anonimi Italia propongono gruppi di mutuo aiuto dove scambiare esperienze e strategie di gestione con persone che hanno affrontato difficoltà simili. Inoltre, molti concessionari di gioco mettono a disposizione strumenti di gioco consapevole come limiti di deposito, limitazioni temporali, e alert che indicano comportamenti possibilmente a rischio. Prima di valutare il rientro nel circuito del gioco, è essenziale aver acquisito solide competenze di autocontrollo, aver ricostruito una stabilità finanziaria e personale, e avere di una rete di supporto famigliare e sociale che possa intervenire tempestivamente in caso di sintomi di ricaduta nel gioco patologico.

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